Mentre il Non Solo Pizza visto da fuori è un puntolino insignificante nel cosmo, mentre il cosmo è teatro del millesimo scroscio d'acqua, parcheggio in via Rismondi 21.
Al compleanno si pasteggia con cibi vegetariani e freddi, tra cui una Kartoffelsalat fatta da una vera tedesca ed una ciotola di tzatziki fatto da un vero greco. "Io sono di Aulide" ha detto epigraficamente quest'ultimo a due cretini che si boriavano delle loro conoscenze di greco classico comunicando al mondo che intenderanno chiamare la loro figlia Ifigenia, Giocasta o Clitemnestra.
AH!
I due festeggiati si erano preparati la torta l'uno per l'altra e quella di Fede è stata presentata dall'autore stesso come una torta gay, glamour e psichedelica: era fatta di cioccolato e rape rosse, ricoperta di glassa viola e costellata di ghirigori composti da palline di zucchero argentate. *.*
La serata è stata scandita da:
♦ ispezione collettiva di un congegno numerico assai vintage, indicante il numero 4, posto al di sopra della porta della cucina, che ha sollevato le più strane ipotesi (tra cui un revival di Dieci Piccoli Indiani) ma che sinceramente non trovo le parole per descrivere.
♦ indottrinamento di noi profani da parte degli spaventoidi (cioè gli amici di Roberta) sulla figura di un ex-fotomodello svedese che si è dato alla dance/trash music (con relativi video) anni ottanta, Gunther. Costui spopola nel nord Europa, come testimonia il fiorire delle sue parodie (ad esempio questa francese di Christmas Song). I suoi video sono costellati di topoi e di allusioni delicatamente velate che tuttavia non vi saranno difficili da cogliere.
♦ visione di un'innumerevole serie di video relativi a Cher e alle sue trasformazioni attraverso le ere.
"Se smettiamo di credere in Cher, Cher non esisterà più".
Su questa frase ho deciso che la serata era finita.
(Ola ola, rata rata ra, Mama mia, gimme a sangria, ma anche Oh, you touch my tralalà, my ding ding dong - che tra l'altro è oggetto di una citazione a pennarello dentro l'ascensore di Palazzo Ricci).
It's a small world.
E' affascinante guardare le coppie che volteggiano sotto le luci del tendone unite da file di bandierine triangolari mentre la guazza pian piano ricopre tutto, e vedere che tutte vanno a tempo, ma sono tutte diverse, chi gira gira gira incrocia cambia presa, chi si tiene per i fianchi e danza camminando semplicemente, chi sembra un tutt'uno e invece sono due, lui enorme, lei minuscola. Provo a fare qualche scatto, prima in bianco e nero, poi meglio, in seppia, ma la foto delude l'immagine che avrei voluto trattenere delle persone confuse come falene attorno a un lampione. E il liscio lascia spazio alla salsa, e la salsa al mambo e una coppia azzardata incassa anche un applauso. Il liscio poi torna e la pista si riprende le coppie che poco a poco si rialzano dalle sedie di plastica e riniziano a girare in tondo in tondo come mosse da un disegno segreto, come quelle ballerine che muovi tu da sotto con la calamita, e non si scontrano mai. Chissà se è un caso allora che dal punto dove mi trovo la donna, passando, mi dia sempre la schiena.
E' bello farsi due risate e quattro chiacchiere per una tombola che ha regalato oliere simili a umidificatori per termosifoni. E' bello scambiarsi qualche bacio, sempre oltre un bancone diverso, che, per poco, ci divide.
E' bello camminare alla macchina, intravedere lo scuro delle colline e le sagome degli alberi, in un frinire assordante di cicale, verso la nanna insieme.
Quando c'è questa festa, io avverto il senso preciso dell'estate.
Sul perché e il percome io sia giunta in possesso di un fascicoletto illustrato di favole, preferisco tacere e con riserbo nascondere al mondo la mia assoluta incapacità a dire di "NO" a chiunque raccolga fondi per qualunque organizzazione atta a sovvenzionare qualsivoglia progetto a vantaggio di minoranze emarginate e bisognose.
Basti dire che di tasca mia ho finanziato rispettivamente un gruppo di musulmani francesi non-fondamentalisti in cambio di un calendario islamico con scritte in arabo e tutto, l'Unitas Catholica per i bambini abbandonati e gli Hare Krishna. Mi mancano i geovani e siamo pari e patta.
Il fatto è che ci casco sempre.
Mi faccio commuovere/infinocchiare ogni volta.
Comunque.
I protagonisti di questa drammatica favola di La Fontaine campeggiano a tutta pagina, nel seguente modo raffigurati.
La cicala ha i capelli rasta, suona un benjo e si fa una canna.
La fomica indossa un'uniforme da gerarca nazista e fuma la pipa.
Poggibonsi è stata evacuataaaaaaaaa
e Gerusalemme liberataaaaaaaaaaaa
Abbasso il divertimento oggettivo
Abbasso le auto, le moto, le api, i camion, i furgoni, i motorini
rombanti, ronzanti, sfreccianti, borbottanti, assordanti, singhiozzanti
Poggibonsi è stata evacuataaaaaaaaa
e Gerusalemme liberataaaaaaaaaaaa
Abbasso i clacson
Poggibonsi è stata evacuataaaaaaaaa
e Gerusalemme liberataaaaaaaaaaaa
Abbasso le collane finto-hawaiane di fiori finti
Poggibonsi è stata evacuataaaaaaaaa
e Gerusalemme liberataaaaaaaaaaaa
Viva le canzoni che ti lasciano allibita e non solo perché ascoltate alla radio all'una di notte in macchina sulla via del ritorno dall'amore verso casa.
Un tipo un po' vintage, che d'inverno studia robe medievali e ingrassa e d'estate serve le pizze e dimagrisce e che in entrambi i ruoli si sente sempre POCO CREDIBILE, dai gusti musicali eclettici, preferibilmente allodici, il cui prossimo obbiettivo è imparare a stare sulle punte (da autodidatta), il cui sogno nel cassetto è vedere un manoscritto dal vivo, toccarlo e annusarlo. Poco credibile, visto?
Amo
FeedbackPrinz (ormai quasi FeedbackKönig), le opere liriche, stare sola, l'idea di studiare più che lo studio, lo confesso, la mia bicicletta coi freni a bacchetta chiamata Gosdea, comprare valanghe di libri, la mia penna parker rosa antico che chissà dove l'ho messa, girarmi o farmi girare una sigaretta, il vintage, vagare con lo sguardo sui libri di uno scaffale di una biblioteca altrui, il sole di maggio, immaginare cosa sarò, i coccodrillini e le cocacoline gommose, la carta, i Beatles, Bob Dylan, Gregorio Casa, Sex and the City e la somma Carrie, fare la spesa col mio amato, sentir parlare il francese e l'inglese, il tè, soprattutto il Chai Indiano ed il Thé Des Amants, "Un viejo caña con su caballo,
están durmiendo en su cabaña!".
Odio
La maleducazione, le zanzare, l'afa, le paure ipocondriache, dovermi fare i peli, quando non mi piace un libro, il gelato alla frutta, chi non saluta, il raffreddore, quando mi pento di non aver scelto Lingue, la moda attuale tranne poche eccezioni, l'invasione automobilistica delle nostre vite, gli spinaci.
La domanda
A quale terapia dobbiamo sottoporre il nostro desiderio affinché le nostre scelte possano condurci a raggiungere scopi che autenticamente favoriranno il rigoglio della nostra vita?
Souvenirs dal Giosvè Carducci
L'archè è il fuoco!
Passatempi
Attualmente sul comodino: la maga delle spezie - Divakaruni In ascolto: La voce dell'Albanese Cinematografo: Zohan - Giuro, non mi aspettavo fosse così.